
Quattro vendemmie diverse assemblate dopo un anno sulle fecce fini. Un bianco macerato dalla complessità straordinaria: un vino libero da ogni convenzione
Annata 2018
Un bianco elegante e reattivo, dal caratteristico colore aranciato che lo colloca, appunto, fra gli orange wines. Il suo aspetto deriva sia dal processo di fermentazione fatto con le bucce, come se fosse un rosso, sia dall'uso del nostro Trebbiano, che a completa maturazione ha i grappoli rosa. Il risultato finale è un vino ambrato dai riflessi rosati.
Il Chiarofiore è frutto di quattro vendemmie differenti, ognuna con relativa vinificazione. La prima la facciamo a fine agosto con uve Trebbiano non ancora perfettamente mature, per ottenere un vino con un'elevata acidità, e le lasciamo fermentare senza bucce. A metà settembre raccogliamo il Vermentino giunto a maturazione, facendolo poi macerare per circa un mese. A fine settembre una nuova vendemmia di Trebbiano a completa maturazione, questa volta messo a fermentare con le bucce. Infine, a novembre, una vendemmia tardiva di Trebbiano, i cui grappoli sono ora leggermente appassiti e in parte attaccati dalla muffa nobile (Botrytis cinerea). Anche quest'ultima porzione è sottoposta a macerazione.
Le quattro vendemmie vengono vinificate separatamente, tutte in contenitori di acciaio. Dopo un anno di affinamento sulle fecce fini, assembliamo i vini prima dell'imbottigliamento senza chiarificarli né filtrarli.
Una volta versato il Chiarofiore nel calice, vedrete un colore deciso e ambrato, insolito per un bianco e derivante dal lungo periodo a contatto con le bucce e dalla vendemmia tardiva.
A bicchiere fermo, sentirete delle note speziate, prima tra tutte il chiodo di garofano. Potrete avvertire anche un leggero sentore di riduzione (lieve odore di zolfo), dovuto al tipo di vinificazione, che scomparirà subito. Facendo roteare il calice, avvertirete le note dolci di mandorla e albicocca disidratata, unite ad aromi caramellati che, dopo un po', lasceranno il posto a profumi di buccia d'arancia.
Finalmente potete berlo. La prima sensazione è l'acidità ai lati della lingua e un gusto quasi salino (mineralità) sulla punta. È possibile che ci sia una leggera e passeggera effervescenza dovuta al lavoro dei lieviti rimasti in bottiglia. Percepirete anche un po' di astringenza data dai tannini rilasciati durante la fermentazione con le bucce, ma a bilanciare questa ruvidità ci sarà la morbidezza della vendemmia tardiva.
14°C

Un orange wine leggero e spensierato, nato dall'ormai rodato connubio tra Trebbiano rosa e Vermentino.

Il primo vino di Tunia, nato dai vecchi vigneti del 1970 che costeggiano il torrente omonimo. Un rosso elegante e profondo, espressione autentica del Sangiovese.

Il Cabernet Sauvignon di Tunia parla toscano. Un vino di grande struttura e persistenza reso armonioso da lunghi anni di affinamento.